Molto tempo sarà dedicato ai concetti intuitivi di prima/dopo, sopra/sotto, avanti/dietro e a quelli un po' più difficili di destra/sinistra. Procediamo con calma perché prima dobbiamo conoscerci e instaurare un rapporto, perché ogni bambino, soprattutto in questa prima fase ha diritto a un'attenzione particolare e va ascoltato, perché l'obiettivo del tempo scuola come tempo di lavoro, va raggiunto gradualmente. Cominciamo quindi dal cortile, dove con l'aiuto dei giochi si verifica la solidità delle idee di sopra/sotto e avanti/dietro, che nel realismo tridimensionale non danno problemi (sarà un po' più difficile nella rappresentazione simbolica a due dimensioni che affronteremo più avanti). Facciamo anche una prima prova con destra e sinistra. Molti bambini sembrano aver già interiorizzato la convenzione, ma è del tutto normale, alla loro età, confonderle ancora. Poi dedichiamo quasi un'ora a lavorare sul quaderno. Lo facciamo per due ragioni: i bambini vogliono lavorare sui quaderni, sono venuti per questo alla scuola primaria e nel lavoro scritto dimostrano, a se stessi e agli altri, di essere diventati grandi. La seconda ragione è, naturalmente, quella di creare un'abitudine al lavoro quotidiano.
Ma il lavoro, per quanto semplice non è inutile, serve come esercizio di prescrittura, e mi permette una prima verifica sulle capacità di ascoltare e comprendere una consegna e sul livello di coordinazione oculo-manuale.
RITMI
Si vuol ottenere una sequenza regolare di quadrati alternando uno spazio pieno e uno vuoto. La difficoltà sta nel rispettare la regolarità dell' alternanza tra disegno e spazio vuoto.
Sembra facile, ma il bambino, che ha capacità grafiche ancora limitate, è così impegnato nel disegnare bene i quadrati, che può dimenticarsi la consegna.
Per i primi tre quadrati faccio i puntini, poi devono terminare la riga da soli.
Procediamo step by step e a ogni passaggio faccio il giro, banco per banco, per accertarmi che nessuno resti indietro. L'imprinting, in questo caso i segni che lasciano i primi giorni di scuola, possono condizionare tutta la carriera scolastica, e dunque sarebbe inammissibile un fallimento iniziale causato dalla fretta del maestro.
Naturalmente, ognuno deve pazientemente aspettare, per andare avanti, che io abbia terminato il giro. ma anche questo non è un esercizio di pazienza inutile, abitua all'idea che non siamo un'accozzaglia di individui, finiti per caso nella stessa stanza, ma una classe, un gruppo, una squadra, che lavora assieme in modo collaborativo e non competitivo.
Se tutti capiscono bene cosa si deve fare, risparmieremo poi del tempo, ogni volta che ripeteremo un esercizio analogo.
Completata la fila di quadrati, bisogna colorarli, alternando due colori. Nella stesura del colore, qualcuno mostra qualche segno di stanchezza. Per oggi, basta.
Termineremo la pagina la prossima volta e ne pubblicheremo il facsimile.
Oggi gli errori sono stati pochissimi e tutti con una loro spiegazione logica.