mercoledì 6 novembre 2013

Ancora sulla successione temporale

Continuiamo sulla successione temporale. Questa volta leggo una storia a fumetti di un personaggio ben noto, Peppa Pig.


Vogliamo riassumerla in quattro sequenze e sistemarla nella griglia che ho già predisposto sui quaderni. Comincia la discussione.
Tutti i bambini sono d'accordo su questa successione:

  • papà Pig porta a scuola Peppa e George;
  • i bambini entrano a scuola e fanno un disegno;
  • i genitori vengono a riprendere i bambini.
Come si vede manca una sequenza. Cerco di sollecitarne la scoperta con opportune domande.
La risposta stenta ad arrivare e non per caso. Benché quasi tutti abbiano capito che la scuola è soprattutto un luogo di lavoro performativo (cioè richiesto), non lo hanno ancora interiorizzato e a livello spontaneo tendono ancora a pensare che sia una palestra di libera espressione e la funzione della maestra, quella di osservarne e giudicarne l'esecuzione. Questa idea è talmente radicata in alcuni, che, malgrado tutti i ragionamenti fatti insieme, una parte consistente della classe (30%) sbaglierà ugualmente.
Finalmente qualcuno trova la seconda sequenza: la maestra dice di fare un disegno.
A questo punto, la sequenza corretta è individuata:
  1. papà Pig porta a scuola i figli;
  2. a scuola la maestra dice di fare un disegno;
  3. Peppa e George disegnano;
  4. arrivano i genitori. 
Distribuisco le immagini e mi assicuro (nominandole in successione arbitraria) che ognuno sappia collegare ogni immagine al suo significato.
Si riepiloga nuovamente la storia e poi si parte.
La sequenza corretta è evidentemente Questa:
Come si è detto, 5 alunni invertono tra loro la 2 e la 3, assegnando alla maestra funzioni di controllo/giudizio e non di impostazione didattica. Un errore più ideologico, che logico.

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