mercoledì 30 ottobre 2013

la successione temporale

Cominciamo il lavoro sulla successione nel tempo, che porteremo avanti con molta calma e molte ripetizioni perché è una categoria essenziale (e anche perché cominciano le prime assenze di stagione).
Abbiamo cominciato con la lettura del racconto Una gita in montagna a pag. 75 del libro di lettura.
Lo leggo due volte e richiamo l'attenzione su due parole chiave: automobile e rifugio. Li disegno alla lavagna.
Sembra chiaro a tutti che la storia comincia dove c'è l'automobile e finisce dove si vede il rifugio.
La maggior parte dei bambini non ha, quindi, difficoltà a indicare la successione precisa:



Racconto poi la storia della Formica Federica (pag. 5):
  • Sta arrivando l'inverno e Federica, con le altre formiche, trasporta le provviste.
  • Federica si stanca e resta indietro.
  • Vede un fiore, che per lei è grande come un albero e ci si arrampica.
  • Si sdraia nel fiore e si riposa. 
Qui si passa da tre sequenze a quattro, e la cosa si complica. La successione esatta è, evidentemente questa:




Qualche alunno inverte le prime due figure. In questo caso, il ragionamento che ha fatto è questo:

  • La formica Federica (titolo)
  • Sta arrivando l'inverno e Federica, con le altre formiche, trasporta le provviste.
  • Federica si stanca e resta indietro, vede un fiore, che per lei è grande come un albero e ci si arrampica. 
  • Si sdraia nel fiore e si riposa. 
Dunque, nessun disastro.
Sono lavori che mi sono molto utili per capire i ragionamenti di ognuno, ma non li valuto con un voto.

venerdì 18 ottobre 2013

il lavoro prosegue

Ci occupiamo, adesso, di avanti e indietro, con rotazioni e inversioni del verso di marcia.
In accordo con gli altri insegnanti, nel corso di queste esercitazioni, cerco di migliorare la manualità fine di ognuno, la capacità di rispettare gli spazi e di stendere il colore, di lavorare con ordine.
Seguo, dunque, i bambini, uno per uno.
I miglioramenti sono già visibili. Nessuno ci insegue e andiamo avanti senza fretta.

sabato 5 ottobre 2013

Bilancio di un mese

Il primo mese di scuola è passato. Lo abbiamo utilizzato per conoscerci meglio e comprendere i rispettivi linguaggi. 
Ho ascoltato e ho osservato i vostri bambini per capire come parlano, come si muovono, come lavorano, come giocano e come litigano.
Una prima idea del gruppo me la sono fatta.
Una buona parte della classe è formata da bambini che hanno già ben delineata una loro personalità, questo è senz'altro un bene, perché è indice di un processo di maturazione già avanzato, ma apre un percorso delicato, giacché, nel rispetto della personalità di ognuno, bisogna lavorare affinché la somma dei singoli diventi una classe, un gruppo. 
Vogliamo gli individui, ma non l'individualismo.
Qui, naturalmente, sorge il problema delle regole, che devono essere il meno possibile, ma chiare e condivise.
La classe è vivace e anche questo è, in ogni caso, un bene, perché è difficile far scuola con gente addormentata o torpida, tutto sta nel riuscire a dirottare positivamente questa vivacità.
Strategica è, a questo riguardo, la motivazione, che per ora non sembra essere per tutti adeguata.
L'errore da evitare, con classi di questo tipo è quello di imputare le difficoltà a singoli elementi.
Viene spontaneo, a bambini, genitori e maestri, pensare che ci siano dei perturbatori dell'ordine responsabili di eventuali stalli, ma non è mai così, le dinamiche sono sempre di gruppo, come in un biliardo gremito di biglie sensibilissime, dove ogni impercettibile vibrazione produce una serie di rimbalzi.
Per questa ragione, per muoverci subito col piede giusto, propongo che periodicamente, alternandola ai colloqui individuali, si faccia l'assemblea di classe, dove affrontare serenamente eventuali problemi, dare suggerimenti e proporre iniziative. Una volta si faceva così, e le scuole andavano meglio.
Naturalmente, in questo mese, abbiamo anche lavorato. Venerdì, se non lo avete già visto, manderò a casa il quaderno delle mie materie, su cui abbiamo fatto poco (lavoriamo anche senza quaderno),ma bene. Il mio primo scopo, oltre alla verifica delle competenze topologiche di base, è quello di dare un imprinting all'ordine con cui si tengono i quaderni e all'uso corretto degli spazi.
Di questi primi lavori, con sfumature diverse, il giudizio è positivo per tutti. Particolarmente per la prima pagina di cornicette. Immagino che qualche genitore inorriderà, vedendo quelle del proprio figlio, ma sbaglia. Ho provato a farle fare a qualche alunno di classi superiori, e i risultati, fino alla terza, sono inferiori.
Forse questi lavori non si fanno più e si ritengono superati, io invece penso che siano necessari per darsi un ordine mentale e che contribuiscano a promuovere una migliore grafia e a dissipare confusioni sul piano logico-matematico. Per cui, ogni tanto, li riprenderò.
Con il quaderno arriverà anche, per ognuno, una mia analisi del loro lavoro e relativa valutazione.
Ne approfitto per comunicarvi che tutti i venerdì mi fermo a scuola, ma libero da impegni di classe, dalle 10.30 alle 12.30. In quell'orario sono a disposizione per eventuali colloqui. Naturalmente, a richiesta (e se è necessario) ci si potrà vedere anche in orari diversi.
mp