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Pierino Porcospino
diario dei bambini di prima della scuola Pier Lombardo
domenica 22 giugno 2014
calendario delle feste
OSSERVAZIONI: la casa, l'albero e la persona
Dovete disegnare quello che volete, ma ci deve essere: almeno una casa, almeno un albero e almeno una persona. La persona può essere un adulto, o un bambino e non importa se è maschio o femmina.
Questo test serve a valutare molte cose, io l'utilizzo solo per valutare il senso di sicurezza del bambino, la sua autostima, l'assenza di conflitti nell'autoidentificazione.
AMINE
DANIELE
EDOARDO
FRANCESCO
LORENZO
MATTIA
NICHOLAS
REBECCA
THOMAS
VALERIA
Questo test serve a valutare molte cose, io l'utilizzo solo per valutare il senso di sicurezza del bambino, la sua autostima, l'assenza di conflitti nell'autoidentificazione.
AMINE
AMU
AURORA
AYA
BEATRICE
EDOARDO
FRANCESCO
LORENZO
MATTIA
NICHOLAS
REBECCA
THOMAS
VALERIA
OSSERVAZIONI: lo schema corporeo
Experimentum mundi
Enigmatico e volutamente ambiguo, l'ultimo compito dell'anno: disegnate il mondo.
Tutti i bambini si rendono conto della complessità semantica del termine e chiedono spiegazioni.
Dobbiamo disegnare la terra, o l'universo, o il creato?
Il contenitore o il contenuto?
Sono le loro domande, il vero risultato di quest'anno scolastico e delle nostre chiacchierate, cioè il saper cogliere la problematicità delle questioni e gli assi differenti che ne permettono la soluzione.
Dico loro che non c'è una soluzione giusta e una sbagliata, ma solo diverse soluzioni, tutte valide, e che a me interessa vedere i loro diversi punti di vista.
Si mettono dunque al lavoro e a ripercorrere, senza saperlo, il cammino dell'umanità.
Nicholas opta per il creato. Dare un nome alle cose del mondo è l'appropriazione del mondo da parte dell'uomo, quasi una seconda Creazione:
Dio, il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato. L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi. (Genesi 2:20-21).
Rebecca e Beatrice disegnano un mondo multicolore, allegro come un uovo di Pasqua. Rispetto alla deludente immagine che possiamo averne noi adulti, la Terra sembra suscitare in loro ottimistiche aspettative.
La rappresentazione del mondo con strisce di colore (che rappresentano le diverse zone climatiche) la ritroviamo miniata nei manoscritti medievali di Macrobio.
Lorenzo e Amù rappresentano il mondo come solcato da un grande fiume centrale.
L'idea del fiume che divide in due il globo terrestre era comune nella rappresentazione cartografica del XIII secolo:
Nella rappresentazione di Lorenzo, il fiume in alto accenna a due rami simmetrici a cui corrispondono due grandi laghi. Questa è la logica delle mappe a T che tripartiscono la terra nei tre continenti assegnati ai figli di Noè.
Con Mattia la rappresentazione si fa più complessa. La struttura a labirinto contiene elementi narrativi (compresa la modernità della ferrovia, quasi un secondo fiume biblico, ma d'acciaio, che unisce, invece di dividere, le parti del mondo).
Mattia segue, inconsapevolmente, la via enciclopedica della mappa di Hereford:
Per Thomas, infine, la rappresentazione del mondo è una distribuzione di masse continentali, più vicina alla realtà.
Una simile rappresentazione la vediamo in un Atlante genovese del 1457, quando l'esplorazione cominciava a soppiantare le raffigurazioni ideologiche del mondo:
Come si vede, dunque, tutte le soluzioni adottate sono davvero valide e si prestano a riflessioni e comparazioni storiche.
Questo lavoro potrebbe essere una buona base di partenza per un lavoro sulla cartografia sviluppato sia sincronicamente (com'è il mondo) che diacronicamente (come si credeva che fosse).
Tutti i bambini si rendono conto della complessità semantica del termine e chiedono spiegazioni.
Dobbiamo disegnare la terra, o l'universo, o il creato?
Il contenitore o il contenuto?
Sono le loro domande, il vero risultato di quest'anno scolastico e delle nostre chiacchierate, cioè il saper cogliere la problematicità delle questioni e gli assi differenti che ne permettono la soluzione.
Dico loro che non c'è una soluzione giusta e una sbagliata, ma solo diverse soluzioni, tutte valide, e che a me interessa vedere i loro diversi punti di vista.
Si mettono dunque al lavoro e a ripercorrere, senza saperlo, il cammino dell'umanità.
Nicholas opta per il creato. Dare un nome alle cose del mondo è l'appropriazione del mondo da parte dell'uomo, quasi una seconda Creazione:
Dio, il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato. L'uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi. (Genesi 2:20-21).
Rebecca e Beatrice disegnano un mondo multicolore, allegro come un uovo di Pasqua. Rispetto alla deludente immagine che possiamo averne noi adulti, la Terra sembra suscitare in loro ottimistiche aspettative.
La rappresentazione del mondo con strisce di colore (che rappresentano le diverse zone climatiche) la ritroviamo miniata nei manoscritti medievali di Macrobio.
Lorenzo e Amù rappresentano il mondo come solcato da un grande fiume centrale.
Nella rappresentazione di Lorenzo, il fiume in alto accenna a due rami simmetrici a cui corrispondono due grandi laghi. Questa è la logica delle mappe a T che tripartiscono la terra nei tre continenti assegnati ai figli di Noè.
Con Mattia la rappresentazione si fa più complessa. La struttura a labirinto contiene elementi narrativi (compresa la modernità della ferrovia, quasi un secondo fiume biblico, ma d'acciaio, che unisce, invece di dividere, le parti del mondo).
Mattia segue, inconsapevolmente, la via enciclopedica della mappa di Hereford:
Per Thomas, infine, la rappresentazione del mondo è una distribuzione di masse continentali, più vicina alla realtà.
Una simile rappresentazione la vediamo in un Atlante genovese del 1457, quando l'esplorazione cominciava a soppiantare le raffigurazioni ideologiche del mondo:
Come si vede, dunque, tutte le soluzioni adottate sono davvero valide e si prestano a riflessioni e comparazioni storiche.
Questo lavoro potrebbe essere una buona base di partenza per un lavoro sulla cartografia sviluppato sia sincronicamente (com'è il mondo) che diacronicamente (come si credeva che fosse).
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